Il DAG è un gruppo composto da oltre 30 organizzazioni, aziende private e pubbliche e università, determinate a contribuire allo sviluppo dell’economia digitale del nostro paese.

L’iniziativa è promossa dall’American Chamber of Commerce in Italy.

McKinsey & Company ha fornito il contributo scientifico e analitico.

Carnelutti Studio Legale Associato ha fornito il supporto legale.

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12 idee per affrontare gli ostacoli

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Colmare il digital divide

Il digital divide deve essere colmato in tempi brevi, aumentando la copertura e la velocità delle linee ADSL. L’iniziativa è già in corso e si avvale sia di investimenti pubblici gestiti dal Ministero dello Sviluppo Economico, sia di investimenti di operatori delle telecomunicazioni per aumentare copertura e velocità ADSL nelle zone isolate. Si sta inoltre investendo per aumentare la copertura della rete mobile. Gli sforzi compiuti stanno già producendo risultati apprezzabili, ma è necessario accelerare il completamento dell’iniziativa.
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Pianificare le reti di nuova generazione

È opportuno tracciare un piano attuativo chiaro per l’implementazione delle reti di accesso di nuova generazione, sia per la rete fissa (fibra ottica) che mobile (4G). Sulla rete fissa, negli ultimi anni sono state lanciate diverse iniziative, tuttavia non è stato raggiunto un accordo in merito al business plan o agli standard tecnici: è prioritario raggiungere rapidamente un’intesa sul piano di lavoro operativo. Sul mobile, con l’asta sulle frequenze 4G appena conclusa, è opportuno un rapido passaggio alla fase attuativa.
Accesso alla banda larga

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Favorire l’armonizzazione della normativa digitale a livello europeo

L’Italia dovrebbe svolgere un ruolo attivo nel dibattito europeo sulla regolamentazione in materia digitale per influenzare l’agenda globale e promuovere l’armonizzazione tra i paesi europei. L’applicazione delle direttive europee dovrebbe essere il più possibile coerente e omogenea a livello nazionale, tenendo conto anche degli indirizzi forniti dalla Corte Europea di Giustizia e promuovendo il dialogo con le autorità europee preposte alla protezione dei dati personali.
Quadro normativo

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Creare un advisory board strategico per le politiche digitali

Per assicurare una regolamentazione favorevole all’innovazione digitale, è opportuno istituire un advisory board strategico ed interdisciplinare sulle politiche digitali, sotto l’egida della Presidenza del Consiglio. L’advisory board dovrebbe essere composto da professionisti competenti in materia di innovazione tecnologica, da esponenti delle imprese private e dell’accademia, da membri della società civile e della magistratura; potrebbe svolgere un ruolo consultivo nelle decisioni relative alle questioni di politica digitale.
Quadro normativo

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Incoraggiare la propensione dei consumatori al Web

Lanciare campagne tematiche di comunicazione e sensibilizzazione contribuirebbe notevolmente a favorire la propensione al Web dei consumatori, aumentandone la conoscenza del potenziale valore, fugando le preoccupazioni spesso infondate riguardo alla sicurezza o agli aspetti logistici, e creando maggiore consapevolezza sui loro diritti. Le campagne di comunicazione potrebbero essere promosse sotto forma di “pubblicità progresso” e dovrebbero favorire la trasparenza sui diritti dei consumatori.
Propensione all'e-commerce

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Promuovere modalità innovative di consegna degli acquisti online

Per ridurre gli ostacoli logistici, potrebbero essere diffusi modelli di consegna innovativi e flessibili dei prodotti acquistati su Internet. Alcuni esempi, che prevedono forme di partnership con operatori postali, logistici e network di punti vendita, sono già attivi in altri paesi europei e sono potenzialmente replicabili in Italia, per favorire gli acquisti online senza la preoccupazione di non essere in casa alla consegna.
Propensione all'e-commerce

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Lanciare road show digitali per le PMI a livello regionale

Organizzare una serie di road show regionali consentirebbe di incentivare la digitalizzazione delle PMI, rafforzandone motivazione e competenze. I road show, da un lato, potrebbero aumentare la consapevolezza del valore delle tecnologie ICT come motori di crescita e produttività, dall’altro potrebbero fornire alle PMI partecipanti una serie di spunti e soluzioni pratiche su come costruire una propria strategia Web fin dal giorno successivo.
Propensione all'e-commerce

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Sostenere l’attività di e-commerce delle PMI

La scarsa attitudine dimostrata dalle PMI italiane a offrire prodotti o servizi Web-based potrebbe essere stimolata da una maggiore diffusione di soluzioni strutturali a sostegno dell’e-commerce. Tuttavia è indispensabile un sostegno pubblico, che potrebbe essere attuato tramite una politica fiscale favorevole nei confronti delle aziende che investono nell’e-commerce o l’alleggerimento di aspetti normativi particolarmente gravosi per le imprese attive sul Web.
Propensione all'e-commerce

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Promuovere i servizi di e-government esistenti migliorandone la fruibilità

L’adozione su ampia scala di servizi online della Pubblica Amministrazione aumenterebbe la dimestichezza dei cittadini con i servizi digitali. Negli ultimi due anni sono stati messi a disposizione molti servizi di e-government, ma la loro visibilità e accessibilità può e deve essere migliorata, mediante delle campagne di informazione mirate e un miglioramento della user experience, ad esempio concentrando progressivamente le applicazioni in un unico portale Web.
Servizi pubblici online

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Pianificare lo sviluppo di una formazione digitale di qualità

Molteplici sono gli stakeholder che beneficerebbero di una formazione digitale di qualità: studenti, manager, titolari di PMI, liberi professionisti. Per erogare una formazione di alto livello è d’obbligo però un approccio collaborativo che includa università qualificate e il sistema scolastico nel suo complesso, aziende e associazioni di categoria. La formazione digitale dovrebbe essere diffusa, oltre che in ambito universitario, anche a livello delle scuole primarie e secondarie e tra professionisti e imprenditori.
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Costituire una Digital Experience Factory

Una Digital Experience Factory è una fabbrica a tutti gli effetti, costituita secondo logiche di eccellenza e creata per accrescere la conoscenza del potenziale digitale e le e-skills di imprenditori e addetti soprattutto delle PMI. La Digital Experience Factory ha l’obiettivo di sviluppare le competenze in modo innovativo e si basa su metodologie di apprendimento esperienziale collaudate a livello internazionale. Il formato è già stato applicato con successo al campo della lean manufacturing in diverse “fabbriche modello” sorte in vari paesi europei.
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Incentivare le start-up digitali

L’offerta di forme di incentivazione agli imprenditori e agli investitori per l’avvio di imprese digitali può rappresentare un’idea efficace per formare, attrarre e trattenere i professionisti digitali. In quest’ambito è però necessario che il settore pubblico si impegni per diffondere con maggiore sistematicità una cultura imprenditoriale digitale sostenibile a lungo termine, attraverso quattro possibili iniziative.
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news

30.01.2012
Il DAG incontra il Ministro Francesco Profumo

Il Digital Advisory Group (DAG) ha incontrato il Ministro dell’Istruzione,Università e Ricerca, Francesco Profumo, per presentare i risultati della ricerca Sviluppare l’economia digitale in Italia: un percorso per la crescita e l’occupazione realizzata ad ottobre, e soprattutto, condividere alcune riflessioni e proposte relativamente a tre temi chiave: l’e-government, la formazione digitale e la promozione delle nuove imprese digitali.Nell'occasione è stato consegnato al Ministro il report...

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