gli ostacoli da affrontare

Per colmare la distanza che la separa dai paesi europei più avanzati e cogliere le opportunità finora non sfruttate per la crescita dell’economia digitale, l’Italia dovrà superare cinque ostacoli principali.

Propensione all'e-commerce

Scarsa propensione all’e-commerce

Ostacoli sul versante della domanda
Le preferenze culturali radicate nello stile di vita degli italiani costituiscono i maggiori ostacoli alla penetrazione dell’e-commerce. In aggiunta, gli italiani manifestano anche un senso di diffidenza e disagio nei confronti delle procedure di vendita online. Da un lato, queste preoccupazioni sono in parte giustificate e si riferiscono a situazioni che richiedono interventi migliorativi, per esempio sul livello di usabilità, o sull’assistenza alla clientela. Dall’altro lato, il problema riguarda anche ostacoli di tipo culturale, come un disagio generico nei confronti dei pagamenti elettronici. Un’ulteriore preoccupazione degli utenti italiani riguarda la percezione di inaffidabilità e scomodità delle consegne, per esempio legata alla scomodità di doversi recare a ritirare in altri luoghi le merci acquistate online ma non consegnate a domicilio in caso di assenza.

Ostacoli sul versante dell’offerta
La debolezza dell’offerta è determinata da un ostacolo cruciale rappresentato dalla limitata consapevolezza che le PMI italiane hanno del potenziale di Internet. Questo può essere in parte spiegato con la scarsa familiarità che le generazioni al vertice di molte PMI italiane hanno con le nuove tecnologie. Un altro ostacolo considerevole è la carenza delle competenze organizzative e della flessibilità aziendale necessarie per sviluppare un’offerta efficace sul Web. Infine, le indagini rilevano altri ostacoli quali il peso della regolamentazione, l’incertezza normativa e barriere linguistiche nell’attivazione di iniziative di e-commerce internazionale.